Lavori — Mancini il Forno
Il pane era ottimo. Il problema no.
Tre generazioni di panificatori a Rieti, una clientela affezionata e un raggio commerciale di trecento metri. Chi non passava davanti al negozio non sapeva che esistessero.
- Cliente
- Mancini il Forno, Rieti
- Anno
- 2024
- Servizi
- Brand identity, sito, e-commerce, fotografia
- Durata
- 7 settimane
Fase 01 — Rilievo
Cosa abbiamo
trovato
Due giornate in laboratorio, alle quattro del mattino. Il forno sfornava undici tipi di pane, quattro dei quali con farine di grani antichi della zona, e nessuno di questi era nominato da nessuna parte: né sull'insegna, né nel volantino, né sui profili social fermi dal 2021.
Le richieste di consegna arrivavano già, ma via WhatsApp, disordinate, e venivano perse. La figlia le annotava su un quaderno tra un cliente e l'altro.
Il problema non era la visibilità. Era che l'unica cosa davvero distintiva del forno — le farine locali e la lievitazione lunga — non era mai stata raccontata a nessuno, e che la domanda esistente non aveva un posto dove atterrare.
Fase 02 — Progetto
Tre decisioni
Il grano al centro. Il nuovo marchio porta un sigillo con la spiga della piana reatina. Ogni pane ha una scheda con la farina, il mulino di provenienza e le ore di lievitazione. Non è marketing: è l'informazione che il cliente chiedeva al banco.
Gli ordini in un posto solo. Un e-commerce semplice con due modalità: ritiro in negozio entro un'ora e consegna il giorno dopo nei comuni entro venti chilometri. Il quaderno è andato in pensione.
Le foto vere. Nessuna immagine di repertorio. Due servizi fotografici in laboratorio, riutilizzati su sito, social, etichette e sacchetti.
Fase 04 — Misura, a 180 giorni
rispetto al trimestre precedente
dalle consegne
sugli ordini a domicilio
in laboratorio
Dati rilevati su Google Analytics e sul gestionale del cliente, gennaio–giugno 2025.
“Prima spiegavo la lievitazione a ogni cliente. Adesso arrivano che la sanno già.”
Laura Mancini — terza generazione, Mancini il Forno
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