Esci dallo scavo ×

Saggio I · Sabina, quota 402 m s.l.m.

Scendi. Ogni centimetro è un secolo.

Scorri per scavare

US 1 · 0 / 38 cm

Humus

Il primo strato è quello che tutti calpestano. Terra scura, radici sottili, plastica degli ultimi trent'anni. Archeologicamente non racconta quasi nulla, ma va rimosso a mano lo stesso: sotto ci può essere qualsiasi cosa.

Formazione
Continua, in corso
Rimozione
Meccanica assistita

US 4 · 38 / 95 cm

Riporto moderno

Terra portata da altrove per livellare il campo, probabilmente negli anni Sessanta. Contiene materiale di ogni epoca, mescolato e fuori posto: è lo strato che inganna, perché sembra ricco e invece è solo disordinato.

A 66 centimetri compare il primo reperto leggibile: un frammento di ceramica invetriata, settecentesco, arrivato qui per caso.

Datazione
XX secolo
Affidabilità
Nulla, strato rimaneggiato

US 9 · 95 / 168 cm

Frequentazione medievale

Qui la terra cambia colore e consistenza: più compatta, più bruna. Sono i piani di calpestio di chi ha riabitato il luogo quando la villa romana era già una rovina da secoli, riusandone le pietre.

Una moneta di rame a 128 centimetri fissa il momento: un follaro dell'XI secolo, perso da qualcuno che passava di qui.

Datazione
X – XIII secolo
Reperti
Follaro, ceramica acroma

US 14 · 168 / 258 cm

Crollo e incendio

Novanta centimetri di macerie: tegole spezzate, malta, e una fascia nera di carboni che attraversa tutto il saggio. Il tetto è caduto mentre bruciava, e ha sigillato quello che c'era sotto.

È lo strato più violento e il più prezioso. Tutto ciò che sta sotto questa linea si è fermato lo stesso giorno.

Datazione
IV – V secolo d.C.
Evento
Incendio, crollo del tetto

US 21 · 258 / 352 cm

Piano d'uso romano

Sotto il crollo, il pavimento. Malta chiara, tessere musive bianche e nere ancora in posto per qualche decimetro quadrato, e appoggiata al muro un'anfora vinaria caduta e mai raccolta.

Questa è la quota in cui qualcuno viveva. Tutto il resto del saggio esiste per arrivare qui.

Datazione
I – III secolo d.C.
Reperti
Dressel 2-4, tessere musive

US 27 · 352 / 448 cm

Fondazione in opera cementizia

Scaglie di calcare annegate nella malta, gettate dentro una trincea scavata nel terreno vergine. Non si vedeva: serviva solo a reggere. Duemila anni dopo è la parte meglio conservata dell'edificio.

Datazione
I secolo a.C.
Tecnica
Opus caementicium

US 33 · 448 cm e oltre

Sterile

Ghiaia fluviale, nessuna traccia umana. Lo scavo si ferma qui non perché finisce la terra, ma perché finisce la storia: sotto questa quota non è mai passato nessuno.

Origine
Deposito alluvionale
Interventi
Nessuno

Risalita · 0 cm

Questo non è un sito web. È un modo di far leggere una cosa complicata.

Cinque minuti di scroll al posto di un pannello museale che nessuno legge. Funziona per uno scavo, per un processo produttivo, per la storia di un'azienda o per un edificio che state costruendo. Cambia il contenuto, non il meccanismo.

Lo costruiamo noi, da zero, senza plugin e senza video da scaricare: quello che avete appena percorso pesa meno di una fotografia.

Parliamone → Altri lavori

Nota di progetto — la stratigrafia, le unità e i reperti di questa dimostrazione sono verosimili ma non provengono da uno scavo reale. Vanno sostituiti con i dati del cantiere del cliente.